Studio Ghibli sbarca in Francia

schizzo preparatorio Ghibli

 

Sono trent’anni (a dir la verità 29, ma ci avviamo verso il trentennale) che il duo Miyazaki – Takahata fa sognare milioni di spettatori con storie affascinanti ed emozionanti, a partire dalla pellicola Nausicaä della Valle del Vento.
Per l’esattezza, la loro avventura iniziò negli anni ’70, dove le loro prime idee animate videro la luce sulla televisione giapponese, uno spazio troppo ristretto per la loro immaginazione. Volevano qualcosa di più, volevano portare immagini uniche agli occhi di tutti, tramite quel fantastico mezzo chiamato Cinema.
Così, abbandonato lo studio per cui lavoravano, la Toei Animation, si mettono in proprio, aprono il loro studio e lavorano al loro primo progetto, appunto Nausicaä. La loro filosofia è della serie “O funziona, o non funziona”, mettendo su una squadra di una settantina di collaboratori, ed ecco nascere lo Studio Ghibli.

Da dove deriva questo nome? Miyazaki è sempre stato appassionato di velivoli, tanto da farli comparire spesso nelle sue opere. Rimase affascinato per un modello di aereo utilizzato dall’aviazione italiana durante la Prima Guerra Mondiale, un modello da ricognizione che si ispirava ad un vento africano: Ghibli. Fa un po’ onore avere una piccola parte del nostro Paese come nome di uno degli studi di animazione più importanti del mondo.

E il successo dei primi film porta lo Studio Ghibli a livelli planetari, con titoli di assoluta bellezza, come Il castello nel cielo, Il mio vicino Totoro, Kiki consegne a domicilio, Porco Rosso, I sospiri del mio cuore, La Principessa Mononoke.

Nel 2001 la fama di Miyazaki e dello Studio Ghibli raggiunge l’apice, con il capolavoro assoluto La città incantata. Il grande pubblico, grazie anche ai numerosi premi vinti tra cui l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e il Premio Oscar per la nuovissima categoria Miglior Film d’Animazione, conosce una animazione diversa da quella già vista con le grandi aziende di Hollywood o degli studi europei, e per coloro che erano già osservatori dell’animazione giapponese rimangono estasiati.
Non si tratta di quella animazione conosciuta anche da noi italiani grazie a famosissime serie televisive che hanno iniziato il loro percorso negli anni ’70 e ’80 e giunte con dettagli più moderni anche ai giorni nostri, si tratta invece di una animazione più accorta, di un sistema narrativo più incalzante e attento ai dettagli.
E quello che colpisce di più è la storia, le azioni stravaganti e al limite dell’impossibile, dei personaggi ognuno con una forte presenza scenica e una caratterizzazione unica. Nel 2001 il pubblico globale ha vissuto le stesse emozioni di quando, nel 1937, rimasero tutti a bocca aperta per il rivoluzionario Biancaneve di Walt Disney.

E da allora, un successo dopo l’altro con Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera e il recentissimo Si alza il vento, nelle sale italiane a settembre.
E con l’avvicinarsi dell’anniversario per i primi trent’anni dello Studio, se siete dalle parti di Parigi nel periodo tra ottobre 2014 e marzo 2015 non potete non andare al Museo Art Ludique.
“Dessins du Studio Ghibli: les secrets du Layout pour comprendere l’animation de Takahata et Miyazaki”, questo è il nome della mostra dedicate allo Studio e ai suoi due fondatori, con una raccolta vastissima dei preziosissimi schizzi preparatori della maggior parte dei film prodotti dal duo giapponese.
Sarà un’occasione unica, poiché tale mostra ha avuto luogo soltanto a Hong Kong.

Non lasciatevela scappare, poiché tali film sono un tesoro per gli occhi e per l’anima.